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Comunicazione, animazione & spettacolo
Sabato 8 e domenica 9 settembre 1979, in occasione dell’Anno Internazionale del Fanciullo, don Franco Baroni, sacerdote lucchese all’epoca cappellano nazionale dei Circhi, dei Luna Park e dei Nomadi, organizzò a Lucca il primo appuntamento con bambini, ragazzi e giovani su un palco che si trovava in cortile degli Svizzeri. Quella bella esperienza, educativa e formativa, andò avanti anno dopo anno. Anche dopo il 1985, quando don Baroni ci lasciò, vinto da un tumore. Da allora un gruppo di amici ha deciso di costituire l’Associazione che dal novembre 1985 porta il nome del sacerdote. Per una ventina di anni l’appuntamento di inizio settembre ha caratterizzato la città di Lucca coinvolgendo complessivamente migliaia di persone diventate protagoniste con balletti, canzoni, esibizioni di arte varia. Messaggi sempre eloquenti quelli degli spettacoli in cortile degli Svizzeri, a cominciare da quel primo evento che aveva per titolo una frase del poeta Percy Bysshe Shelley: «Sai tu che cos’è essere bambino?» 
L'Associazione «Don Franco Baroni» o.n.l.u.s. ha poi dato vita a molteplici attività anche nel campo dell’animazione, della comunicazione e dello spettacolo. Fra le altre iniziative le molte edizioni del carnevale al palazzetto dello sport di Lucca o in piazza Napoleone, i veglioni di Capodanno in piazza che sono iniziati il 31 dicembre 1998 e che ogni anno richiamano 6.000-7.000 persone, i festival musicali e canori a Lucca e in altre zone della provincia di Lucca, sfilate di moda, serate di magia, giochi a premi, ma anche spettacoli e animazioni con il convolgimento di centinaia di persone per esempio con il karaoke, con il teatro o il cinema.
Per l'Associazione «Don Franco Baroni» o.n.l.u.s. gli spettacoli non sono iniziative secondarie o mirate soltanto a raccogliere fondi, come avviene per molti altri gruppi o associazioni. Si tratta invece di un preciso scopo sociale, come indicato dallo Statuto fin dal 1985. L’armonia, l’amore, il rispetto e la solidarietà autentica che punta alla dignità e alla promozione della persona sono impegni e valori che intendiamo evidenziare con spettacoli, animazioni, incontri soprattutto in occasione delle feste. Così andiamo avanti con i nostri progetti specifici ma anche con la disponibilità a fare rete con le varie realtà sociali, territoriali e associative. 
 
Per esempio il nostro progetto «IO C’ERO» è finalizzato a ricostruire pagine della nostra storia attraverso le testimonianze dirette dei protagonisti, anche con la possibilità di pubblicare alcune testimonianze su www.youtube.com (il nostro specifico canale è attivo dall’aprile 2014) e arrivare a creare anche DVD tematici. Un progetto che ha l’obiettivo di contrastare la perdita della memoria personale ma anche collettiva, offrendo uno strumento per ricordare gli eventi vissuti, perché soltanto alcuni possono dire: «IO C’ERO». Dunque una raccolta di immagini, episodi, emozioni, incontri, persone, pagine di storia vissuta. L’obiettivo è la tutela e la diffusione di quel «luogo» delicato e dedicato dove custodiamo e alimentiamo i fatti e gli eventi che hanno avuto un senso e un’impronta significativa nella nostra vita. Un «luogo» che consente inoltre di consegnare a chi di quei momenti non è stato partecipe il valore e le emozioni vissute. Gli appuntamenti del progetto e dunque del programma «IO C’ERO» sono da abbinare di volta in volta ad eventi, sagre, feste paesane, ricorrenze, giornate nazionali e/o mondiali, spostandoci con un nostro stand e le nostre telecamere FULL HD sul territorio della Lucchesia. Puntiamo a rinnovare le emozioni e i ricordi di chi ha vissuto fatti ed eventi che continua a portare nel cuore e che ritiene anche risorse da condividere. Il tutto da riprendere in video ed in voce attraverso i diretti protagonisti e/o i testimoni, arrivando a vedere nella televisione e/o nei più moderni media un «fuoco» che ci riscalda, ci raduna, ci fa vivere la dimensione familiare o comunitaria.  
C’è poi il progetto «CANTA E CAMMINA» che rientra fra i più vasti scopi dell’Associazione. Fin dal 1985, stando accanto alle persone che soffrono a causa di malattie, solitudine, età avanzata, emarginazione sociale, abbiamo imparato l’importanza del prendersi cura del prossimo e la possibilità di uscire dai tunnel della vita anche seguendo l’armonia, la gioia e il piacere della festa che è un tempo privilegiato per l’amicizia, gli affetti, la famiglia, l’intera comunità. Abbiamo imparato che per recuperare il senso e il significato più profondo della festa e del saper festeggiare insieme, aprendoci a saper umanizzare la nostra società, alle relazioni con gli altri, alla condivisione, al dono, alla gratuità e alla speranza è importante la musica, il canto e la danza. Espressioni che fanno parte del linguaggio universale, superando ogni barriera linguistica e/o culturale. Sono anche espressioni dagli evidenti risvolti ricreativi e sociali. Nel nostro intento e dunque nel nostro progetto sono previste animazioni legate alla musica, al canto, alla danza, intese come opportunità da offrire a tutti. Facendo queste attività con il gioco, ma non per gioco; dunque non per favorire insani desideri di mettersi in mostra ma per donarsi e stimolare le capacità artistiche e comunicative di tutti noi. 
Emanuela Gennai
 
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